La lingua inglese è ormai da anni quella più parlata in gran parte del mondo e, in particolar modo, nell’arcipelago britannico. Risulta spesso difficile però rinunciare alle proprie tradizioni, soprattutto in Paesi orgogliosi e nazionalisti come il Galles. Fermo restando che la stragrande maggioranza della sua popolazione usa correntemente la lingua inglese, sono ancora molte le persone bilingue. Attenzione però, perché i parlanti monolingui conoscono solo l’inglese, mentre i bilingui parlano il gallese e l’inglese. Nessuno parla soltanto il gallese.

Il gallese fa parte della famiglia linguistica indoeuropea e, più precisamente, del gruppo celtico, che comprende lingue parlate un tempo in buona parte dell’Europa occidentale. Confinato ormai alle sole isole britanniche, il celtico si divide poi in gaelico e britannico. Al primo appartengono l’irlandese e il gaelico di Scozia, mentre al secondo il bretone e, appunto, il gallese.

Conosciuto anche nella valle della Provincia di Chubut - una colonia gallese nella Patagonia argentina - il gallese è diffuso soprattutto nelle aree meno urbanizzate del nord e dell'ovest del Galles, tra le quali Gwynedd, Denbighshire, Merionethshire, Anglesey (Ynys Môn), Carmarthenshire, Nord Pembrokeshire, Ceredigion, e parte del Glamorgan occidentale, sebbene persone con una buona conoscenza della lingua si possano trovare in tutto il territorio del Galles.

Considerato il minaccioso incedere dell’inglese, che per lunghi tratti ha messo in bilico l'esistenza della lingua gallese, lo stato ha introdotto una politica conservativa della lingua promuovendo iniziative come la creazione di programmi televisivi e radiofonici condotti completamente in gallese. Sono stati piccoli passi, ma che fino a questo momento sono stati utili a mantenere in vita una delle lingue più antiche della storia.